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Corso per Responsabile Tecnico di imprese che effettuano la gestione dei rifiuti

Corso per Responsabile tecnico di imprese che effettuano la gestione dei rifiuti presso Coid


Descrizione

La corretta gestione dei rifiuti impone comportamenti, obblighi e doveri dai quali derivano responsabilità ben precise ed un sistema sanzionatorio rigido. Per una corretta organizzazione della gestione dei rifiuti da parte dell’impresa nel rispetto della normativa vigenta l’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali ha reso obbligatoria la figura del Responsabile Tecnico di Impresa. La nuova normativa Decreto 3 giugno 2014 n. 120 in vigore dal 7 settembre 2014 introduce il requisito di “idoneità” del Responsabile Tecnico, consiste nella dimostrazione della preparazione del soggetto, mediante una verifica iniziale e successive verifiche quinquennali (artt. 12 e 13). La determinazione delle materie contenuti, criteri e modalità di svolgimento delle verifiche sono demandate a successive delibere attuative da parte del Comitato Nazionale dell’Albo Gestori Ambientali.

 

Durata

  • Modulo di Base propedeutico (La gestione dei rifiuti) - 40 ore
  • Modulo A di specializzazione (Raccolta e trasporto di rifiuti urbani e assimilati non pericolosi. Raccola e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi prodotti da terzi) - 16 ore
  • Modulo B di specializzazione (Raccolta e trasporto di rifiuti pericolosi) - 44 ore
  • Modulo C (Tecniche di gestione degli impianti) - 40 ore (Abrogato dal D. Lgs. 205/10)
  • Modulo D di specializzazione (Intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione dei rifiuti stessi) - 40 ore
  • Modulo E di specializzazione (Tecniche di intervento di bonifica di siti) - 40 ore
  • Modulo F di specializzazione (Tecniche di intervento di bonifica di siti e beni contenenti amianto) - 40 ore

 

Destinatari

Il corso è rivolto a Dirigenti e Funzionari di Enti Pubblici del Settore Ambientale, ai Funzionari preposti negli organi di Polizia, ai Legali Rappresentanti e Dirigenti di Aziende del settore che possono acquisire la qualifica di Responsabile Tecnico in virtù dell’esperienza maturata e del titolo acquisibile con la partecipazione al Corso, nonché ai dipendenti di Aziende in procinto di presentare domanda di iscrizione all’Albo ed infine a Professionisti o Laureati in materie scientifiche ed economico-giuridiche che desiderino acquisire conoscenze ed una qualifica ambientale.

 

Normativa di riferimento

D.Lgs. n. 152 del 29/04/2006; D.M. n. 406 del 28/04/1998; D.Lgs. n. 205 del 3/12/2010; D.M. n. 120 del 3/06/2014

 

Corsi in partenza

Edizione Data inizio Iscrizioni Stato Luogo di svolgimento
II 8 maggio 2015 Chiuse CONCLUSO Gravina in Puglia
III 11 febbraio 2017 Chiuse CONCLUSO Gravina in Puglia
IV 22 settembre 2017 Aperte DA AVVIARE Bari

 

Sedi di svolgimento 

 

Quota e modalità di partecipazione

Per questa edizione sono previsti particolari sconti:

  • MODULO DI BASE (propedeutico per tutte le categorie): € 680,00 anziché € 800,00
  • MODULO A di specializzazione (categorie 1 e 4): € 480,00 anziché € 600,00
  • MODULO B di specializzazione (categoria 5): € 700,00 anziché € 850,00
  • MODULO D di specializzazione (categoria 8): € 650,00 anziché € 800,00
  • MODULO E di specializzazione (categoria 9): € 650,00 anziché € 800,00
  • MODULO F di specializzazione (categoria 10): € 650,00 anziché € 800,00

L'interessato dovrà:

  • versare un acconto - quota di iscrizione pari a € 200,00 per ogni singolo modulo contrassegnato tramite bollettino postale su c/c n. 37247830 o effettuare un bonifico con coordinate IBAN: IT 35 M 07601 04000 000037247830 c/o Banco Posta, a favore di Coid S.r.l., inserendo nella causale “ACCONTO CORSO GESTIONE RIFIUTI”;
  • compilare e inviare a mezzo fax al nr. 080.322.33.37 il modulo di iscrizione pdf small unitamente alla copia della ricevuta dell’avvenuto pagamento di cui al punto precedente;
  • effettuare il saldo contestualmente all'inizio corso.

 

 

Per ulteriori informazioni

posta compila il form di richiesta di informazioni

oppure telefono Tel. 080.325.49.86


ALLEGATI

scarica il pdf Scheda del corso

scarica il pdf Modulo di iscrizione


 

 

APPROFONDIMENTI

 

Cosa sono i rifiuti?

Per rifiuto si intende qualsiasi sostanza od oggetto derivante da attività umane o da cicli naturali, abbandonato o destinato all'abbandono (D.P.R. 10 settembre 1982 n. 915).

 

Come vengono classificati i rifiuti?

Ai sensi del D.P.R. 10 settembre 1982 n.915 i rifiuti sono classificati in: urbani, speciali, tossici e nocivi (pericolosi).

 

Quali sono i Rifiuti Urbani?

Sono una classe fortemente eterogenea, vengono abbreviati internazionalmente nell'acronimo MSW dall'inglese "Municipal Solid Waste", anche se talvolta ancora sopravvive l'acronimo solo italiano RSU. Sono rifiuti urbani (D.Lgs. 152/06, art. 184, c. 2):

  • rifiuti domestici anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione;
  • rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli del primo punto, assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità;
  • rifiuti provenienti dalla pulitura delle strade;
  • rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua;
  • rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali;
  • rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale.

 

Quali sono i Rifiuti Speciali?

Sono rifiuti speciali (D.Lgs. 152/06, art. 184, c. 3):

  • rifiuti da attività agricole e agro-industriali;
  • rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo, fermo restando quanto disposto dall'art. 184-bis;
  • rifiuti da lavorazioni industriali;
  • rifiuti da lavorazioni artigianali;
  • rifiuti da attività commerciali;
  • rifiuti da attività di servizio;
  • rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi;
  • rifiuti derivanti da attività sanitarie.

 

Quali sono i rifiuti pericolosi?

Sono rifiuti pericolosi (D.Lgs 152/06, art. 184, c. 5):

  • quei rifiuti speciali e quei rifiuti urbani NON domestici indicati espressamente come tali con apposito asterisco nel CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti). Detti rifiuti sono classificati come pericolosi fin dall'origine;
  • quelli la cui pericolosità dipende dalla concentrazione di sostanze pericolose e/o dalle caratteristiche intrinseche di pericolosità indicate nei relativi allegati alla parte IV del D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.

Le classi di pericolo dei rifiuti sono le seguenti: Esplosivo, Comburente, Facilmente infiammabile (incluso estremamente infiammabile), Infiammabile, Irritante nocivo, Tossico (incluso molto tossico), Cancerogeno, Corrosivo, Infetto, Teratogeno, Mutageno, A contatto con l'acqua libera gas tossici o molto tossici, Sorgente di sostanze pericolose, Ecotossico.

 

Quali sono i rifiuti tossici e nocivi?

I rifiuti tossici sono quei materiali di scarto che possono causare dei danni o la morte a creature viventi, o che possono porre a rischio l'ambiente circostante. Generalmente si tratta di prodotti di provenienza industriale e commerciale, ma anche di uso domestico (prodotti delle pulizie, batterie, cosmetici, prodotti di giardinaggio), in agricoltura (fertilizzanti chimici, pesticidi), militare (armi nucleari e chimiche), servizi medici (prodotti farmaceutici), fonti radioattive, industria leggera (impianti di lavaggio a secco). Possono presentarsi in forma liquida, solida o liquame e contenere agenti chimici, metalli pesanti, radioisotopi e altre tossine. Si diffondono facilmente e possono contaminare laghi, fiumi, falde acquifere.

 

Cos'è l'Albo Nazionale Gestori Ambientali?

L'Albo nazionale gestori ambientali è stato istituito dal D.Lgs 152/06 e succede all'Albo nazionale gestori rifiuti disciplinato dal D.Lgs 22/97. E' costituito presso il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed è articolato in un Comitato Nazionale, con sede presso il medesimo Ministero, e in Sezioni regionali e provinciali, con sede presso le Camere di commercio dei capoluoghi di regione e delle province autonome di Trento e Bolzano.
Il Comitato Nazionale e le Sezioni regionali e provinciali sono interconnessi dalla rete telematica delle Camere di commercio.

 

Chi sono i soggetti obbligati ad iscriversi all'Albo Nazionale Gestori Ambientali?

Le imprese che, in base alla loro attività ed alle tipologie di rifiuti gestite, devono essere iscritte all'Albo vengono così individuate dall'articolo 212 comma 5 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (e s.m.i.):

  • imprese che svolgono attività di raccolta e trasporto di rifiuti;
  • imprese che effettuano attività di bonifica dei siti;
  • imprese che effettuano attività di bonifica dei beni contenenti amianto;
  • imprese che effettuano attività di commercio e intermediazione dei rifiuti senza detenzione dei rifiuti stessi.

Differenti procedure di iscrizione sono previste per:

  • i produttori iniziali di rifiuti non pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti, nonché i produttori iniziali di rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti pericolosi in quantità non eccedenti trenta chilogrammi o trenta litri al giorno, (articolo 212, comma 8);
  • i distributori e gli installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), nonché i gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature. Si tratta dei distributori di AEE domestici e professionali per le attività di raggruppamento e trasporto dei RAEE domestici e professionali, dei trasportatori di RAEE che agiscono in nome dei distributori di AEE domestici e professionali e degli installatori e gestori dei centri di assistenza tecnica di AEE per le attività di raggruppamento de trasporto dei RAEE domestici e professionali (D.M. 65/2012);

È previsto l'obbligo di iscrizione anche per le imprese che effettuano il trasporto transfrontaliero nel territorio italiano (articolo 194, comma 3 del D.lgs 152/2006).

 

Quali sono le categorie d'iscrizione all'Albo Gestori Ambientali?

Categoria 1: raccolta e trasporto di rifiuti urbani ed assimilati;
Categoria 4: raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi;
Categoria 5: raccolta e trasporto di rifiuti pericolosi;
Categoria 8: attività di intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione dei rifiuti stessi;
Categoria 9: bonifica di siti;
Categoria 10: bonifica dei beni contenenti amianto.

Altre Tipologie d'iscrizione
Trasporto dei propri rifiuti: iscrizione ai sensi dell'articolo 212, comma 8, del D. Lgs 152/2006.
Iscrizione in modalità semplificate per la gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), nonché dei gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature ai sensi del D.M. 8 marzo 2010, n. 65.
Iscrizioni per il solo esercizio dei trasporti transfrontalieri nel territorio italiano di cui all'articolo 194, comma 3, del D. Lgs 152/2006.

 

Chi è l'intermediario senza detenzione dei rifiuti?

L'intermediario senza detenzione è il principale anello di congiunzione tra gli attori principali di un ciclo di gestione del rifiuto, ovvero il produttore/detentore, il trasportatore/detentore ed il destinatario finale (smaltitore o recuperatore). E' un soggetto chiamato ad assicurare al produttore la collocazione migliore, specie sotto il profilo economico, del carico di rifiuti da avviare a smaltimento o a recupero.

Il testo mette in luce i connotati essenziali che la figura dell'intermediario senza detenzione dei rifiuti deve possedere; fra questi, oltre che una adeguata preparazione tecnico-commerciale e normativa, ricordiamo l'obbligo d'iscrizione alla Categoria 8 (Intermediazione e commercio dei rifiuti) dell'Albo Nazionale Gestori Ambientali. L'iscrizione potrà avvenire solo dopo che egli avrà dimostrato di possedere precisi requisiti tecnici, capacità finanziaria e adeguata struttura operativa.

 

Cos'è una Bonifica?

Il significato principale del termine bonifica è quello di prosciugamento di un terreno o risanamento di uno stabile di qualsiasi genere.
In una visione più ampia, il termine può indicare tutti i processi che si possono mettere in atto per rendere un territorio o una struttura adatta a sostenere la vita dell'uomo, eliminando tutte quelle sostanze, naturali o artificiali, che possono comprometterne la salute e la sopravvivenza come l'amianto, le fibre vetrose artificiali, eternit, ecc.
La normativa che regola le procedure e gli obblighi di bonifica è espressa dal D.lgs. n.152/06, divenuto operativo in data 29 aprile 2007.

 

Cosa sono i siti contaminati?

Con il termine "sito contaminato" ci si riferisce a tutte quelle aree nelle quali, in seguito ad attività umane svolte o in corso, è stata accertata un'alterazione delle caratteristiche qualitative dei terreni, delle acque superficiali e sotterranee.

 

Cosa s'intende per Bonifica dei siti Contaminati?

Bonificare un sito inquinato è l'insieme di interventi atti a:

  • rimuovere la fonte di inquinamento;
  • ridurre la concentrazione dell'agente inquinante nei suoli e nelle acque sotterranee e superficiali ad un livello inferiore ai limiti di accettabilità previsti dalla normativa, in funzione della destinazione d'uso dei suoli medesimi nonché dell'esigenza di assicurare la salvaguardia della qualità delle diverse matrici ambientali.

 

Cos'è l'Amianto?

L'amianto è un minerale a struttura fibrosa che in passato è stato largamente utilizzato in molte applicazioni per le sue molteplici proprietà tecnologiche. Essendo stata riconosciuta nel tempo la pericolosità delle sue fibre se inalate, con la Legge 257/92 ne è stato vietato, su tutto il territorio nazionale, la produzione, il commercio, l'estrazione e l'importazione.

 

Quali sono le tecniche di Bonifica dell'Amianto?

Le tecniche di bonifica possono consistere nella rimozione, nell'incapsulamento o nel confinamento. Maggiori dettagli sono disponibile nel DM 6 settembre 1994.

 

Dove si svolgono i corsi per Responsabile Tecnico che effettua la gestione dei rifiuti?

I corsi per Responsabile Tecnico che effettua la gestione dei rifiuti si svolgo presso le sedi Coid di Gravina in Puglia, Altamura e Bari; i nostri maggiori clienti provengono da tutte le città della Puglia (Corato, Ruvo, Aquaviva delle Fonti, Santeramo in Colle, Gioia del Colle, Cassano delle Murge, Toritto, Grumo Appula, Laterza ecc.) e della Basilicata (Matera, Potenza, ecc.).

La sede è situata in una zona facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici e situata in una posizione strategica. La presenza di Coid nel capoluogo pugliese, inoltre, favorisce l’affluenza di allievi partecipanti provenienti da tutta la provincia di bari (Bitonto, Molfetta, Monopoli, Modugno, Terlizzi, Triggiano, Putignano, Conversano, Noicattaro, Mola di Bari, Palo del Colle, Acquaviva delle Fonti, Giovinazzo, Casamassima, Noci, Castellana Grotte, Rutigliano, Valenzano, Polignano a Mare, Adelfia, Capurso, Locorotondo, Turi, Bitetto, Bitritto, Alberobello, Sannicandro di Bari, Sammichele di Bari, Cellamare, Binetto), della BAT (Andria, Barletta, Trani, Bisceglie, Trinitapoli, San Ferdinando di Puglia, Margherita di Savoia, Spinazzola), di Brindisi, Lecce, Taranto e Foggia.

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